File:Sara Baranzoni Paolo Vignola Biforcare alla radice .pdf

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Sara Baranzoni, Paolo Vignola :: Biforcare alla radice. Su alcuni disagi dell'accelerazione (Rizosfera/I forti dell'avvenire, SF006.it

Nell'aria di questo tempo sospeso aleggia un'insoddisfazione manifesta che produce giorno dopo giorno una lacerazione sempre più evidente tra ciò che è fondato - difeso con sempre più sgomento e ferocia - e ciò che potrebbe essere - attualizzato con sperimentazioni sempre più intransigenti. Progetti di liberazione di esistenze vengono reclamati in ogni luogo, in modi selvaggi e spesso con risultati terribili. Ciò che potrebbe essere e gli indeterminati progetti di liberazione esistenziali formano un potenziale di distruzione - creazione che potrebbe abbattersi in ogni istante su qualsiasi logica di fondamento contemporanea. Il magma su cui poggiamo è solcato da zattere... È proprio su una di queste «zattere della Medusa» che le traiettorie filosofiche di Sara Baranzoni e Paolo Vignola si sono intersecate con quelle del collettivo Obsolete Capitalism. Fu il frammento accelerazionista nietzscheano ‘I forti dell'avvenire’ che suggellò una reciproca linea di fuoco, sfociata nel presente saggio 'Biforcare alla radice', colonna portante del progetto-libro/disco ‘Moneta, Rivoluzione e Filosofia dell'avvenire’. Linea di fuoco che si è poi estesa implicitamente al tentativo di disgregare i canoni del conformismo deleuziano, cosí come sono stati «sacralizzati» da una certa accademia, o da blocchi di poteri post-95, utilizzando Nietzsche come grimaldello detonante. La prospettiva filosofica di Baranzoni e Vignola si articola dunque a partire da Nietzsche e precisamente da quel Nietzsche sulle soglie dell'abisso che prefigura una rottura definitiva con qualsiasi progetto e logica di fondamento promossi dalla cultura occidentale. Progetti e logiche fondate e fondabili, val la pena ricordare, in ogni luogo e in ogni tempo - "sotto qualsiasi regime" come ebbe a scrivere beffardamente Klossowski - il che ci riporta alla natura problematica, sia per il pensiero politico di sinistra che di destra, della filosofia nietzscheana, e più in generale, della filosofia di matrice rizosferica e metamatica. Il Nietzsche che prefigura l'avvento del nichilismo in una Europa che oggi noi leggiamo come un corpo amministrato, globalizzato e compattamente omologato, è per Baranzoni e Vignola il pensatore che indica l'avvento tragico dell'Antropocene. Il discorso antropocenico-nietzscheano dei due filosofi italo-ecuadoriani si articola su questo preciso punto con il pensiero di Derrida, Stiegler e Rouvroy; ma è con Deleuze che il loro approccio diventa del tutto innovativo. Infatti, il Deleuze nietzscheano che loro compongono è del tutto inquietante, e per nulla lineare. Non è ancora il Deleuze anti-edipico degli anni Settanta: infatti essi recuperano il Deleuze aurorale, stridente e metallico di fine anni '60, il periodo di ‘Differenza e ripetizione’ e ‘Logica del senso’. Ma, allo stesso tempo, recuperano un secondo Deleuze, che non è già più il Deleuze della vulgata settantasettina: grazie a un prodigioso balzo temporale Baranzoni e Vignola privilegiano il Deleuze crepuscolare di ‘Poscritto sulle società di controllo’, ‘Pourparler’ e ‘Che cos'è la filosofia’. Basterebbero queste scelte atipiche per fare entrare la prospettiva accelerazionista dei «forti dell'avvenire» in grande consonanza con le loro riflessioni, se non fosse che un'altra immagine di pensiero riecheggia nei loro testi e ne amplifica la portata innovativa: la decolonizzazione della filosofia occidentale. Giunti a questo punto di torsione, Nietzsche, Deleuze e Stiegler vengono spediti in Amazzonia, dove li accoglie la nuova antropologia di Viveiros De Castro, altro grande alleato della loro filosofia dell'avvenire. E qui, con forza devastante, compaiono in tutta la loro asprezza due problemi che lo storico Burckhardt ebbe a definire "tragici": l'antagonismo irriducibile tra i saperi storici antagonisti e i poteri, e tra i "disordinati accumuli" delle scienze che catalogano tutto e la spinta materiale del tempo. Radicale asimmetria tra anarchica energia organica e macchina informatica, e per conseguenza, tra processi di regolarizzazione di singolarità e pragmatiche di liberazione di esistenze. È dentro a questa rottura epistemica della dimensione ontologica, e profondamente politica, dell'uomo antropocenico che il pensiero di Sara Baranzoni e Paolo Vignola è destinato a diventare il nostro compagno efficace, e necessario, degli anni a venire.

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current12:24, 2 November 2017 (600 KB)Obsolete Capitalism (talk | contribs)Sara Baranzoni, Paolo Vignola :: Biforcare alla radice. Su alcuni disagi dell'accelerazione (Rizosfera/I forti dell'avvenire, SF006.it Nell'aria di questo tempo sospeso aleggia un'insoddisfazio- ne manifesta che produce giorno dopo giorno una lacerazi...
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